Now Listening: Rainy Days Never Stays / The Brilliant Green

E così alla fine, dopo 24 ore ininterrotte di retinatura, ho finito le mie tavole.
Non si può neanche chiamare storia questa 4 tavole, che ho intitolato Gift, sul momento, fra le nebbie del sonno, alle 9 e oltre di mattina, subito prima di crollare addormentata sulla poltrona di cucina, tentando di far passare la stanchezza con un impacco di acqua di rose e di guardare Betty la fea, una fiction colombiana che al momento mi appassiona abbastanza.
Non sono così presuntuosa da non rendermi conto che sono inattiva da tanto tempo, che il recupero da un infortunio come quello che mi sono fatta ai legamenti è lungo e lento, e che questo che ho scritto è poco più che un'introduzione, una specie di saluto e di omaggio a tutti quelli che negli anni mi sono stati accanto in questo progetto, e che hanno contribuito con le loro tavole alla bandiera manga di quest'anno. Un pensiero per le persone a cui sono più legata, a quello che io chiamo il mio cerchio magico, espresso invece che con le parole, con la forma che più di tutte mi rispecchia, e con cui, più di tutte, loro amano sentirmi raccontare, e con cui hanno sperato, in questi lunghi 18 mesi di inattività, di vedermi di nuovo raccontare. Proprio perché parliamo la stessa lingua, quella di chi disegna per la passione di raccontare una storia in tavole, e capiscono quanto è penoso per me voler disegnare e non riuscirci, spesso non riuscire neanche a inchiostrare una linea dritta. Penoso quanto avere le ali rotte dopo aver speso tutta la vita cercando di imparare a volare, ed esserci finalmente riuscita.
E non sono in grado, non ancora, di portare in fondo sedici tavole completamente sola, e lo so. Stamattina a caldo sentivo solo un leggero formicolio, ma oggi a freddo, dopo che mi sono svegliata, il bruciore fra l'indice e il medio è un po' aumentato, e domani starò lontana dalla tastiera tutto il giorno, e dovrò infangarmi in via preventiva la mano. Ma da uno schifo di disegno tutto storto, in meno di un anno siamo passati a una tavola, e poi a quattro. Con tutti i difetti che ci può vedere un insegnante. Ma si va avanti. Sedici pagine saranno il mio prossimo obiettivo, il namenote è già quasi finito, e a partire da domani comincerà un'altra sfida: fare più tavole e farle meglio.
Dopotutto, come dico sempre ai miei ragazzi quando insegno, a fare tavole si impara solo facendo tavole. E riprendere dopo un infortunio e una lunga inattività non è tanto diverso dal dover ricominciare tutto da zero. La sola differenza con il cominciare da zero è che quando riparti dopo due anni di insegnamento con una mano infortunata, la teoria e la tecnica le conosci bene; l'applicazione pratica per ore su una tavola vera, con il tendine che ogni tanto tira e brucia, e lo scoraggiamento che ti viene nel vedere quanto sei arrugginita, però, sono un'altra cosa.
Per questo, al momento, cerco di non attaccarmi troppo al risultato. Non posso permettermi di guardarci con tutta la pignoleria con cui mi guarderei d'abitudine. Al risultato ci penserò per strada, via via che riprendo confidenza con i miei strumenti e i miei fogli, e le mie dita si allenano alla loro "nuova vita": rifare di nuovo quello che facevo prima, meglio di come lo facevo prima, con una tendinite recidivante che mi accompagnerà a tempo indeterminato. Non è importante. Ormai è abbastanza sopportabile e domabile da consentirmi di disegnare, e c'è chi ha fatto manga in condizioni più estreme, e con la volontà è riuscito a superare ostacoli ben più grandi. Da quando mi sono messa in ritiro e ho ricominciato a disegnare, dedicandomi al di fuori solo all'insegnamento e al negozio, guardo a me stessa come se fossi, io stessa, una dei miei ragazzi quando vengono a imparare. Ed è giusto così, e in questo periodo sto bene solo nel mio cerchio, in loro compagnia, disegnando insieme. Dal resto del mondo sto un po' ritirata, e come tutti i convalescenti, cerco la tranquillità.
Intanto, un po' di backstage della bandiera manga:
Il mio studio in condizioni normali.
Guardate come è bello e ordinato, perché fra poco sarà solo un ricordo...
Inizio delle matite
Assistenti che non consentono di essere riconosciute XD posano per la prospettiva della tavola 1. Menomale che nel mio condominio la gente si affaccia raramente sulle scale °A°;;;
Kashi fa finta di leggere la bandiera manga per la tavola 1
In posa per la tavola 2, con lo strofinaccio di cucina che ha fatto le veci della bandiera manga per tutte le prove di posa e sotto, la vignetta finita
Le mura di Lucca, nell'inizio della tavola 4.
Sono state sfumate a cutter, su un un unico foglio di retino gradiente. Retinarle tutte è stata una pena, e ancora di più le ombre degli alberi, ma sono una delle poche cose di queste 4 tavole che mi lasciano davvero soddisfatta
Ore 7 del mattino dopo. Ho finito! O-tsukare sama deshita! ^o^/
Faccia da fumettista dopo 24 ore di retinatura ininterrotta. Paurah °A°||||
La devastazione del mio studio dopo un'intera nottata di retinatura.
Sullo sfondo potete ammirare la credo terza o quarta tazza di caffè bevuta durante la notte ù__ù
In serata ho inviato le foto delle tavole al mio maestro. Spero sia felice di vedere le tavole che ho inchiostrato e retinato con il materiale che mi ha regalato a Tokyo.
Pensavo adesso che fra cinque giorni è il mio non compleanno, e aver superato lo scoglio di una tavola per arrivare a quattro e completarle, è il miglior regalo di non compleanno che potessi fare. A me e a tutti quelli che vorranno festeggiare con me.
Oggi pomeriggio riparto con Wizard of Electric City. Via via posterò qualcosa, se ne avrò il tempo.
Niente altro per ora. Alla prossima!



